FAQ

  • Perché le caldaie a condensazione sono convenienti?

    Le caldaie a condensazione sono costruite per riuscire ad utilizzare il calore contenuto nel vapore della combustione, che nelle caldaie tradizionali è emesso all'esterno attraverso la canna fumaria venendo quindi totalmente sprecato. Il recupero di questa energia avviene facendo condensare il vapore in questione che, passando allo stato liquido, libera il calore immediatamente "catturato" dallo scambiatore della caldaia. Il calore così recuperato è tradotto in una maggiore efficienza e quindi in un notevole risparmio energetico.

    Scopri di più sui vantaggi di una Caldaia a Condensazione con il nostro approfondimento.

  • Per la sostiuzione di una caldaia è obbligatorio o consigliabile un lavaggio dell’impianto?

    Il lavaggio dell’impianto è un operazione non obbligatoria ma molto consigliata nel caso di sostituzione di una caldaia a servizio di un vecchio impianto di riscaldamento, le cui tubazioni possono risultare parzialmente ostruite da accumuli di calcare o da residui rilasciati nel tempo dalle tubazioni metalliche. 

    Le impurità contenute in sospensione nell’acqua del circuito di riscaldamento possono generare una serie di inconvenienti da non sottovalutare:

    • funzionamento irregolare delle valvole radiatore dovuto allo sporco che può aderire tenacemente alle loro sedi e provocare difformità di regolazione nonché trafilamenti;
    • blocco e grippaggio della pompa di circolazione causato dallo sporco che circola nell’impianto di riscaldamento che in esse può accumularsi sia per la particolare geometria delle pompe, sia per effetto dei campi magnetici generati dalle pompe stesse;
    • minor resa dei radiatori causata dai depositi di sporco che a lungo andare possono ridurre in modo sensibile sia la portata dell’acqua di circolazione sia le superfici che scambiano calore causando un consumo eccessivo di gas per compensare la perdita termica.
    • cattivo funzionamento e/o danneggiamento della caldaia a condensazione.

    Per il buon funzionamento di una caldaia nuova, soprattutto se a condensazione, è sempre opportuno un lavaggio abbondante dell’impianto di riscaldamento con acqua corrente al fine di smaltirne i fanghi, le incrostazioni o i residui solidi di qualunque genere e senza trascurare eventuali impurità e residui di lavorazione presenti nei termoarredi e radiatori nuovi. 

    Come nella consuetudine operata dai nostri tecnici, è buona norma l’applicazione di un filtro defangatore, da posizionare sul ritorno dell’acqua di caldaia per intercettare le impurità presenti nel circuito soprattutto in fase di attivazione dell’impianto, prima che possano arrivare alla caldaia e da verificare in occasione delle manutenzioni programmate.

    Qualora si fosse optato per un ciclo completo di lavaggio dell’impianto con l’utilizzo di prodotti specifici, il trattamento consiste nel lavaggio delle tubature con una miscela di acqua e liquidi aggressivi che rimuovono le incrostazioni e le alghe eventualmente createsi.

    In molti casi, soprattutto in impianti molto vecchi e sporchi, un lavaggio, anche se corretto, non è sufficiente e risulta davvero difficile rimuovere tutti i fanghi dalle tubazioni e dai radiatori.

    L’applicazione fin dalla prima accensione di un filtro defangatore che separa le impurità contenute nel circuito dell’impianto di riscaldamento, è il presupposto fondamentale a garanzia del corretto funzionamento della caldaia e per una manutenzione ordinaria semplificata.

     

  • Se installo una caldaia a condensazione, di quanto aumenta il rendimento energetico?

    In relazione ai diversi fattori implicati, non esiste una risposta univoca. Il più significativo di essi è la temperatura di funzionamento dell'impianto di riscaldamento. Più è possibile mantenerla bassa, maggiore è il rendimento della caldaia.

    Una semplice sostituzione di un vecchio apparecchio con una caldaia a condensazione permette un guadagno di efficienza che si aggira intorno al 18-20%. Possono inoltre essere adottati alcuni accorgimenti che consentono di ottenere un ulteriore risparmio energetico.

    Scopri di più sui vantaggi della Caldaia a Condensazione con il nostro approfondimento.

  • Per poter installare una caldaia a condensazione, l'abitazione deve avere particolari requisiti?

    Non ci sono particolari requisiti per l'installazione di una caldaia a condensazione, se non la possibilità di collegare lo scarico per l'acqua di condensa alle acque reflue dell’abitazione nonché di poter espellere i fumi di combustione.

    Tali requisiti sono facilmente soddisfatti da almeno il 90% delle abitazioni italiane e un buon installatore è in grado di eseguire le relative operazioni senza particolari problemi.

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  • Quanto tempo intercorre dal pagamento alla realizzazione dell'intervento tecnico di Energastore?

    La tempistica massima d'intervento di Energastore prevista è di 14 giorni, ai quali vanno aggiunti:

    • 0 giorni se il pagamento avviene tramite carta di credito;
    • 3-5 giorni se il pagamento avviene tramite bonifico;
    • 5 giorni necessari alla verifica di solvibilità per l'ammissione al finanziamento Findomestic.

    Nella propria area riservata potrà essere visionato lo stato dell'ordine. Se "in lavorazione" vuol dire che il pagamento è stato effettuato. Da quel momento, il personale Energastore la contattarà per concordare la data di installazione. Per qualsiasi ulteriore dettaglio si rimanda alle Condizioni di Vendita.

  • È vero che i fumi che fuoriescono dalle caldaie a condensazione sono bianchi anziché grigi?

    Vero. I "fumi bianchi" sono il vapore acqueo prodotto dalla condensazione dei fumi combusti. 

    Nelle caldaie tradizionali, i fumi combusti fuoriescono a temperature prossime ai 110°C, mentre nelle caldaie a condensazione gli stessi non superano gli 80°C (in media si attestano intorno ai 55°C): la maggior parte dell'energia recuperata proviene dalla condensazione del vapore acqueo contenuto nei fumi e prodotto dalla combustione. 

    Le caldaie a condensazione sono meno inquinanti di tutti gli altri tipi di caldaia e i fumi bianchi ne sono una prova visibile.

     

  • Come riconosco una caldaia a camera aperta?

    Le caldaie a camera aperta hanno la prerogativa di prelevare l’aria necessaria alla combustione dall’ambiente in cui sono installate tramite una piccola apertura frontale, scaricando i fumi di combustione in un condotto fumario singolo (normalmente di diametro pari a 120mm) a tiraggio naturale, in genere verticale, che li convoglia in una canna fumaria collettiva ramificata. Per il suo corretto funzionamento è indispensabile che il locale sia ben areato secondo quanto prescritto dalla normativa vigente (Norma UNI 7129/2015). Di norma quindi, nei locali dove sono installate devono essere presenti delle griglie di areazione/ventilazione opportunamente dimensionate.

  • Posso scaricare i fumi a parete?

    Il recente decreto legislativo 4 Luglio 2014 n°102 ha ridisegnato le regole per lo scarico a parete dei generatori di calore a gas. Dal 31 Agosto 2013, qualsiasi tipologia di installazione, nuova o mera sostituzione, ha il vincolo di dover condurre a tetto i fumi della combustione, mediante camini, canne fumarie, condotti di scarico.

    Esistono alcune deroghe che consentono lo scarico a parete:

    1. sostituzione di una caldaia, di qualsiasi tipo, che già scaricava a parete;
    2. sostituzione di una caldaia a camera aperta, a tiraggio naturale, che scaricava in una canna fumaria collettiva ramificata condominiale;
    3. installazione in edifici storici o sottoposti a norme di tutela;
    4. impossibilità tecnica di andare a tetto con lo scarico fumi, asseverata da un professionista abilitato.
    5. installazione di apparecchi a condensazione, nell’ambito di ristrutturazioni di impianti termici individuali già esistenti, siti in stabili pluri familiari, qualora nella versione iniziale non dispongano già di camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione con sbocco sopra il tetto dell’edificio, funzionali e idonei o comunque adeguabili alla applicazione dei suddetti generatori; 
    6. installazione di uno o più generatori ibridi compatti, composti almeno da una caldaia a condensazione a gas e da una pompa di calore, dotati di specifica certificazione di prodotto.

    I terminali di scarico fumi a parete dovranno essere posizionati nell’osservanza delle aree di rispetto previste dalla norma UNI 7129/2015.

  • Per installare una caldaia a condensazione è necessario installare anche una nuova canna fumaria?

    Sì. Le caldaie a condensazione devono essere installate con un apparato di scarico fumi (generalmente di materiale plastico) idoneo a sopportare un clima interno costantemente umido e acido poiché attraversato dal vapore acqueo residuo della combustione del gas. Gli impianti dotati di scarichi fumi in acciaio inox possono invece essere allacciati tendenzialmente senza modifiche.

    A questo si aggiunge la necessità di prevedere un apparato di scarico per la condensa acida, idoneo e allacciato alla rete di scarico refluo domestico.

    Normalmente, in relazione anche ad una maggiore complessità legata al sistema di recupero del calore residuo di combustione, è opportuno che venga installato anche un filtro defangatore che protegga l’apparecchiatura da eventuali residui che possono essere presenti nell’impianto di circolazione dell’acqua.

     

  • Cosa posso fare se la caldaia si blocca e sembra non funzionare più?

    In caso di malfunzionamento, sul display delle caldaie Energas è visualizzabile l'autodiagnosi: un codice alfanumerico che indica il “codice di blocco” ovvero il motivo per cui la caldaia ha smesso di funzionare regolarmente. 

    Le caldaie Energas sono dotate di tutti i dispositivi di sicurezza tali per cui, qualsiasi tipo di problematica relativa all’apparecchio non costituisce una situazione di pericolo per l’utente. Sul libretto di istruzioni, uno dei documenti a corredo della caldaia, è possibile prendere visione della legenda di ciascun codice di errore.

    Nel caso non fosse possibile risolvere autonomamente il problema, è necessario contattare il nostro numero verde 800.324760.

  • La prova fumi è indispensabile? Quando deve essere eseguita?

    La prova dei fumi di combustione del generatore termico serve a determinare il corretto funzionamento dello stesso, ai fini della sicurezza (CO, tiraggio, temperatura fumi), dell’inquinamento (CO, CO2), del risparmio energetico (rendimento, tarature, temperatura fumi).

    Per eseguire la “prova fumi” la caldaia deve essere pulita e devono essere controllate le tarature che consentono di misurare il massimo rendimento. Ciò è indispensabile soprattutto per le caldaie a condensazione che consentono anche la taratura dell’aria comburente.

    Secondo la normativa nazionale, la “prova fumi” va fatta fare ogni 2 anni, ma esistono disposizioni regionali che la impongono con scadenze diverse: vi invitiamo pertanto a far riferimento alla normativa in vigore nella vostra area geografica di interesse.

  • A norma di legge, quali sono i documenti necessari alla certificazione dell'impianto di riscaldamento?

    A norma di Legge, devono essere prodotti e compilati una serie di documenti atti a certificare che l'impianto termico sia stato correttamente installato e controllato. 

    I documenti sono i seguenti:

    • dichiarazione di conformità dell'impianto termico (a cura dell'installatore o dell'impresa che effettua i lavori). Questo documento certifica che le opere siano state eseguite a norma di legge;
    • libretto d'uso e manutenzione  dei componenti;
    • libretto di impianto completo di allegati. Il libretto è la carta d'identità dell'impianto dove vengono riportati tutti i dati relativi all'impianto stesso (interventi di manutenzione, sostituzione di componenti, misure di analisi combustione, etc.). E' bene conservare e mantenere aggiornato il libretto per tutta la vita dell'impianto.

    Scopri di più sulla Certificazione dell'Impianto Termico con il nostro approfondimento.

  • È possibile risparmiare sui consumi di gas mantenendo inalterata la temperatura ambiente?

    Sì. L’installazione delle valvole termostatiche e del termostato ambiente consente un’efficace regolazione della temperatura in funzione delle proprie esigenze, ottimizzando i consumi. 

    Nei periodi non particolarmente freddi, mantenendo la temperatura di mandata dei radiatori al di sotto dei 60°C è possibile conseguire un risparmio fino al 4% del consumo di gas su base annua. Questo consente, inoltre, di eliminare le antiestetiche “strisce nere” che tendono a formarsi sopra i radiatori, causate dalla combustione di particelle di polvere.

    Per un buon comfort climatico, la temperatura che si consiglia di impostare è di 20°C circa, ma in alcuni ambienti è possibile ridurla fino a 19-18°C (per esempio nelle stanze da letto) senza compromettere il comfort: ogni grado centigrado in meno equivale alla riduzione di oltre il 5% dei consumi.

    Scopri altri modi per risparmiare con il nostro approfondimento.

  • Cosa sono le valvole termostatiche? Sono necessarie ai fini del risparmio energetico?

    Le valvole termostatiche sono componenti accessori da installare sui radiatori allo scopo di regolare la quantità di acqua che scorre all’interno di ogni singolo radiatore in funzione della temperatura richiesta dall’ambiente. 

    In combinazione a un termostato ambiente su cui l’utente imposta la temperatura desiderata secondo le fasce orarie della giornata, l’attività delle valvole termostatiche consente di determinare la temperatura desiderata in ciascun locale della stessa abitazione, riducendo gli sprechi. 

    Se si intende usufruire delle detrazioni fiscali statali al 65% dell’aliquota IRPEF prevista, l’installazione delle valvole termostatiche è necessaria.

    Scopri di più sulle valvole termostatiche con il nostro articolo.

  • Esiste qualche buona prassi per risparmiare?

    Sì. Per esempio, effettuare la manutenzione della caldaia.

    Una caldaia non perfettamente efficiente aumenta il consumo di combustibile e di conseguenza la bolletta. E' bene tenere presente che le stufe elettriche consumano quasi il doppio di energia primaria dei sistemi a combustibile.

    Se si fa un uso elevato delle stufette elettriche conviene valutare un intervento migliorativo sull'impianto di riscaldamento o aumentare gli elementi dei termosifoni. Inoltre è bene utilizzare, oltre ad essere obbligatorio, un cronotermostato per abbassare la temperatura durante la notte e durante le ore di assenza dall'abitazione e tenere chiusa la porta delle stanze e dei locali non utilizzati (come il ripostiglio o la stanza degli ospiti) per evitare di far circolare l'aria calda anche in quelle stanze e dunque facendo lavorare meno la caldaia.

    Scopri altri modi per aumentare il risparmio energetico con il nostro approfondimento.

  • Come funzionano i climatizzatori inverter?

    L’inverter è una tecnologia che consente di regolare la velocità dei motori elettrici, ed è applicabile in molti campi, tra cui i climatizzatori.

    In un normale climatizzatore la potenza erogata è costante e la temperatura degli ambienti è regolata attraverso l’accensione e lo spegnimento del motore. In un climatizzatore con inverter, invece, la potenza erogata è variabile in funzione della temperatura dell’ambiente. Variando e regolando il funzionamento del motore è possibile raggiungere velocemente la temperatura desiderata ottimizzando i consumi di energia elettrica.

    Tramite un climatizzatore a inverter si può ottenere un risparmio energetico del 30-40% rispetto agli apparecchi che mantengono la temperatura desiderata attraverso un meccanismo di ripetuti on/off.

    I principali vantaggi dei climatizzatori a inverter sono:

    • Prestazioni ottimali in qualsiasi condizione (rispetto a un climatizzatore on/off senza inverter);
    • Maggiore comfort, la temperatura degli ambienti è infatti mantenuta costante con uno scostamento massimo di 0,5°C;
    • Maggiore risparmio di energia elettrica;
    • Meno usura e vita più lunga dell’apparecchio, che si ottiene evitando continue partenze e disattivazioni del motore.

    Anche per queste apparecchiature è comunque necessario compilare il Libretto di impianto.

    Puoi approfondire l'argomento con il nostro articolo sui Climatizzatori Inverter o sui Climatizzatori con Pompa di Calore.

  • Chi può svolgere le attività di installazione/manutenzione sui climatizzatori?

    Il DPR n°43 del 27 gennaio 2012 ha reso applicabile nel nostro paese il Regolamento Europeo (CE) n°842/2006 su taluni gas fluorurati a effetto serra, rendendo obbligatoria la certificazione del personale e delle imprese che operano su apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore contenenti gas fluorurati a effetto serra (303/2008).

    Per effetto di questo regolamento il personale e le imprese non certificate non possono più operare su apparecchiature contenenti gas fluorurati, sia per effettuarne l’installazione che per attività di controllo e manutenzione.

     

  • Cosa stanno a significare le sigle EER e COP?

    EER (Energy Efficiency Ratio) indica l’efficienza elettrica di un condizionatore mentre funziona in raffreddamento.

    COP (Coefficient Of Performance) indica l’efficienza elettrica di un condizionatore mentre funziona in riscaldamento.

    Essi sono il rapporto tra consumo elettrico e resa termica. Significa che un COP di 5,13 equivale a 5130 Watt Termici restituiti sotto forma di calore per ogni 1000 W di corrente elettrica consumata ed un EER di 5,13 equivale a 5130 Watt termici restituiti sotto forma di calore per ogni 1000 W di corrente elettrica consumata.

    Dal 1° gennaio 2013 è in vigore la nuova etichetta energetica che riporta la classe di efficienza misurata in base ai nuovi indici di efficienza stagionale: SEER per il funzionamento in raffrescamento e SCOOP per quello in riscaldamento calcolati nell’arco di un intero anno in tre fasce climatiche.

     

  • Ogni quanto pulire i filtri aria al climatizzatore, condizionatore?

    Generalmente negli split ad uso di piccole e medie entità è buona abitudine pulire i filtri almeno una volta l’anno.

    Basterà rimuovere il filtro di cui ogni split è dotato e pulirlo. Qui si annidano i batteri che possono essere molto pericolosi.

    Il caldo e l’umidità sono le condizioni tipiche della stagione in cui l’uso dei condizionatori è maggiore. Ma è proprio a causa di tali condizioni che aumenta la proliferazione di batteri, tra cui la pericolosa Legionella pneumophia, che può causare fastidi o malattie alle vie respiratorie.

     

  • E’ possibile installare climatizzatori in condominio?

    Negli ultimi anni l’installazione in abitazione private di climatizzatori è cresciuta in maniera esponenziale creando così oltre ai benefici di vita personali anche il sorgere di problematiche legate alla convivenza soprattutto in ambito condominale.

    Pertanto onde evitare liti o addirittura procedimenti legali è opportuno conoscere quali regole devono essere osservate prima dell’installazione dei condizionatori:

    1. Informarsi presso il Comune di residenza: se la propria abitazione è in una zona storica o di interesse storico o paesaggistico (è possibile che i regolamenti urbanistici locali prevedano divieti o limitino l’installazione anche dei condizionatori). Ai sensi dell’art. 22 d.P.R. n. 380/2001 in zona vincolata l’installazione del condizionatore è soggetta a segnalazione certificata di inizio di attività (S.C.I.A.) e senza il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica comporta il reato previsto dall’art. 181 del d.lgs. n. 42/2004
    2. Se i regolamenti urbanistici dovessero prevedere particolari regole per poter realizzare o posizionare manufatti quali i condizionatori, sarà necessario richiedere ed ottenere dall’ufficio tecnico comunale l’apposita autorizzazione.
    3. Consultare il regolamento condominiale: esso può vietare del tutto o prevedere che l’installazione dei condizionatori sulle parti comuni dell’edificio debba avvenire solo con particolari modalità (Es.: verniciandoli con un particolare colore).
    4. Se il regolamento condominiale dovesse vietare del tutto l’installazione sulle parti comuni dell’edificio (come i muri perimetrali esterni) l’installazione potrà avvenire solo all’interno della propria unità abitativa. Se, invece, il regolamento condominiale dovesse consentire l’installazione sulle parti comuni con particolari modalità, si dovranno rispettare tali modalità con attenzione.
    5. In ogni caso, è sempre necessario rispettare il decoro architettonico qualora il condizionatore sia posizionato sui muri perimetrali esterni dell’edificio condominiale.
    6. Il condizionatore non deve arrecare disturbo a causa del suo rumore: i vicini, infatti, qualora le emissioni rumorose dell’apparecchio dovessero superare la normale tollerabilità (se, cioè, dovessero arrecare disturbo alla quiete ed al normale svolgimento della vita familiare), possono chiedere di insonorizzare il condizionatore e, nei casi più gravi, ottenere dal Giudice la sua rimozione.
  • In che cosa consiste la differenza tra Monosplit e Multisplit?

    Monosplit: ogni climatizzatore monosplit, o meglio ogni unità interna monosplit, deve essere collegata ad un’unità esterna predisposta unicamente per essa. In pratica ad ogni unità esterna deve corrispondere una ed una sola unità interna del sistema di climatizzazione.

    Multisplit: ad ogni unità esterna possono essere collegate anche più unità interne, nello specifico fino ad un massimo di nove unità. Ognuna di queste unità funziona seguendo la medesima modalità delle altre: raffredda o riscalda l’ambiente e viene azionata, regolata e spenta tramite l’utilizzo di uno specifico telecomando, funzionante solo con la particolare unità interna.

    I Climatizzatori multisplit vengono classificati secondo il numero max di unità interne collegabili ad una stessa unità esterna. I modelli commercializzati da Energas sono:

    • Climatizzatore MONO: per la climatizzazione di un unico ambiente.
    • Climatizzatore DUAL: si possono abbinare max di 2 unità interne ad una unità esterna. Questo modello è indicato nel caso in cui si devono climatizzare due diversi ambienti.
    • Climatizzatore TRIAL (mono+dual): si possono abbinare max di 3 unità interne combinando un climatizzatore mono ed un climatizzatore dual. Questa soluzione è indicata nel caso in cui si devono climatizzare tre diversi ambienti.

    Scopri di più sulla differenza tra i Climatizzatori Monosplit e Multisplit con il nostro approfondimento.

  • Quando va compilato il libretto d'impianto?

    Quando si installa un nuovo impianto termico oppure, per gli impianti già esistenti, al momento del primo intervento utile di manutenzione effettuato da personale abilitato. Per interventi di manutenzione si intendono "le operazioni di controllo e manutenzione di cui necessita l'impianto, per garantire la sicurezza delle persone e delle cose.

  • Chi deve compilare il libretto d'impianto?

    La compilazione del libretto d'impianto è a cura di un tecnico abilitato. In fase di compilazione del libretto sono richiesti anche i dati tecnici dell’impianto. Se risulti necessario compilare il nuovo libretto d’impianto, è consigliabile procurarsi la documentazione d’impianto in occasione del programmato intervento di manutenzione. Se si è già in possesso di un nuovo “libretto d’impianto per la climatizzazione”, verificare che sulla prima pagina siano trascritti i dati identificativi dell’impianto e del responsabile dello stesso. Il responsabile dell’impianto, sia esso il proprietario, l’inquilino o l’amministrazione del condominio, deve farsi carico della conservazione del libretto. 

    Si ricorda che se già in possesso del nuovo libretto d’impianto anche il vecchio libretto va conservato.

    Leggi di più sull'argomento.

  • Cosa sono i controlli periodici di efficienza energetica?

    I controlli periodici di efficienza energetica sono verifiche che attestano il grado di efficienza degli impianti, sono obbligatori su impianti di climatizzazione invernale (es. caldaie) di potenza utile nominale uguale o maggiore a 10 kW e di climatizzazione estiva/invernale di potenza utile nominale uguale o maggiore a 12 kW (climatizzatori di norma sopra le tre unità interne).

    I rapporti di controllo devono essere compilati in occasione degli interventi di manutenzione (secondo quanto disposto dalle istruzioni tecniche per l’uso e la manutenzione delle macchine) oppure durante interventi di riparazione e manutenzione straordinaria; in ogni caso occorre rispettare la periodicità descritta sul libretto d’uso e manutenzione del costruttore.

    Per i singoli apparecchi con potenza inferiore a 12 kW non si compilano pertanto i rapporti di controllo di efficienza energetica.

     

  • Quando e su quali impianti si eseguono i controlli di efficienza energetica?

    I controlli di efficienza energetica, si eseguono, ai sensi dell’art.8, comma 1 del D.P.R. 74/2103 “in occasione degli interventi di controllo ed eventuale manutenzione di cui all’articolo 7 su impianti termici di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale maggiore di 10 kW e sugli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale maggiore di 12 kW, si effettua un controllo di efficienza energetica riguardante:
    a) il sottosistema di generazione come definito nell’Allegato A del decreto legislativo;
    b) la verifica della presenza e della funzionalità dei sistemi di regolazione della temperatura centrale e locale nei locali climatizzati;
    c) la verifica della presenza e della funzionalità dei sistemi di trattamento dell’acqua, dove previsti.”

    La cadenza da rispettare è quella dell’allegato A del D.P.R. 74/2013.

    L’art. 8, comma 3 del D.P.R. 74/2103, prevede che i controlli di efficienza energetica devono essere inoltre realizzati:

    a) all’atto della prima messa in esercizio dell’impianto, a cura dell’installatore;
    b) nel caso di sostituzione degli apparecchi del sottosistema di generazione, come per esempio il generatore di calore;
    c) nel caso di interventi che non rientrino tra quelli periodici, ma tali da poter modificare l’efficienza energetica.”

    Leggi il nostro approfondimento sulla Certificazione degli Impianti Termici.

  • In cosa consiste la compilazione del libretto d'impianto?

    Il libretto è stato pensato per tutti gli impianti di climatizzazione, le caldaie, le pompe di calore, i condizionatori ecc.; è unico ma composto da più schede che vanno compilate in relazione al tipo di impianto (quindi non tutte le schede andranno compilate).

    Per ogni sistema edificio/impianto, di norma, va compilato un solo libretto di impianto in modo da stabilire un legame univoco tra edificio e codice di impianto che sarà attribuito dal catasto regionale degli impianti termici. Solo nel caso di impianti centralizzati nei quali l'impianto di climatizzazione invernale è distinto da quello estivo e che abbiano in comune soltanto il sistema di rilevazione delle temperature nei locali riscaldati e raffreddati è possibile (ma non obbligatorio) compilare due diversi libretti.

    Una volta compilato il libretto, l’installatore (o il manutentore) provvederà a inviare i dati al catasto regionale e a farsi consegnare un codice catastale per ogni impianto da apporre sul libretto (condizione valida per alcune regioni); quest'ultimo sarà poi consegnato al responsabile dell’impianto che dovrà conservarlo e presentarlo in occasione di successivi controlli o manutenzioni.

    Il responsabile dell'impianto ha infatti l'obbligo per legge di affidare i controlli periodici obbligatori e le eventuali manutenzioni a imprese abilitate.

     

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